Il trattamento della malattia venosa degli arti inferiori ha origini antiche: già Ippocrate, nel IV secolo A.C., parlava di compressione e salasso.
Un primitivo stripping venoso trova menzione negli scritti del medico romano Celsio, nel 30 d.C.
Tuttavia, fino all’avvento della chirurgia sterile nel XIX secolo, la terapia delle varici era rappresentata dalla compressione, mentre le teleangectasie venivano mascherate con prodotti cosmetici.
Con l’inizio del secolo successivo la legatura alta della vena Safena in combinazione con lo stripping consentì di raggiungere risultati di successo nel trattamento chirurgico delle vene varicose.
Il trattamento delle teleangectasie, inizialmente effettuato con metodiche elettrochirurgiche dagli effetti devastanti, cambiò radicalmente con l”introduzione della scleroterapia e con lo sviluppo della flebectomia.
Queste procedure ambulatoriali di minima invasività vengono oggigiorno applicate routinariamente, permettendo un sicuro ed efficace trattamento di varicosità e teleangectasie.

La moderna scleroterapia inizia nel 1934 con la descrizione del morruato di sodio per il trattamento delle teleangectasie; da quel momento vennero studiate e sviluppate una larga quantità di soluzioni sclerosanti: questa procedura è tuttora largamente utilizzata in tutto il mondo come terapia per le teleangectasie e per varicosità di maggiori dimensioni.
Molti lavori scientifici hanno messo a confronto scleroterapia e chirurgia convenzionale: tali studi dimostrano una sostanziale comparabilità nell”esito clinico derivante da tali procedure; nel trattamento delle teleangectasie, tuttavia, la scleroterapia è la tecnica di scelta.
Nel 1956 il dermatologo svizzero Robert Muller presentò la flebectomia ambulatoriale come un nuovo tipo di trattamento con minima invasività per le varici degli arti inferiori.Oltre 40 anni di esperienza con questa tecnica hanno dimostrato la sua efficacia, l”estrema sicurezza e la bassa incidenza di complicazioni, per lo più di tipo minore.
(traduzione e adattamento a cura della redazione di www.flebologia.it)
Fonte: J. Am. Acad: Dermatol., October 1999, pag.628
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