ClariVein®: Ablazione Endovascolare Meccano-Chimica della vena Safena

Nel corso degli ultimi 10 anni la terapia per le vene varicose è cambiata radicalmente. Numerosi metodi minimamente invasivi sono stati introdotti ed utilizzati per la cura dell’incontinenza valvolare della Grande e della Piccola Safena. La maggior parte di questi è caratterizzato da tecnologie che sfruttano il calore (Laser e RadioFrequenza) per ottenere la chiusura (ablazione) del tratto di vena interessato.

La necessità di una anestesia tumescente lungo l’intero decorso del vaso da trattare e, per quanto davvero rare, alcune complicazioni strettamente correlate all’uso di energia termica (dolore locale più o meno prolungato, lesioni cutanee o sottocutanee da calore, nevralgie e parestesie) possono a volte condizionare il decorso postoperatorio.

Il livello di efficacia tuttavia è rappresentato da una percentuale di occlusione vascolare di oltre il 95% a cinque anni, molto superiore a quello ottenibile con altre tecniche, ad esempio con la scleroterapia, anche nella sua versione ecoguidata con schiuma.

Una nuova modalità di trattamento è stata recentemente sviluppata e collaudata per ottenere l’occlusione safenica minimizzando gli aspetti negativi connessi alle tecniche termoablative o alla scleroterapia ecoguidata, incorporando invece i benefici di entrambe.

Si tratta della Ablazione Endovenosa Meccano-Chimica (anche detta MOCA) mediante uno strumento denominato ClariVein® (Vascular Insights, Madison, CT, USA), il quale non fa uso di energia termica, eliminando quindi il rischio potenziale di danno tessutale e nervoso, ed eliminando pertanto anche la necessità di realizzare una anestesia con tecnica tumescente.

Il metodo ablativo meccano-chimico provoca l’occlusione venosa con una doppia modalità: un filo rotante (3500 rpm) posizionato all’interno della vena attraverso un catetere determina un danno irreversibile della parete interna della vena stessa; attraverso lo stesso catetere si effettua contemporaneamente l’infusione di un liquido sclerosante che viene “spruzzato” direttamente sulla parete venosa danneggiata, portando alla occlusione immediata della vena (verifica ecodoppler al termine della procedura).

L’introduzione del catetere ClariVein® viene realizzata con accesso percutaneo ecoguidato (stesso metodo usato con Laser e RadioFrequenza), ma senza necessità di eseguire una anestesia tumescente lungo la coscia o lungo il polpaccio, accorciando ulteriormente i tempi di esecuzione dell’intervento.

ClariVein

ClariVein infusion catheter is introduced percutaneously into the vein under
ultrasound guidance. The catheter tip is positioned near the saphenofemoral
junction. No tumescent anesthesia required.

 

ClariVein

The motorized handle of the ClariVein catheter is used to rotate the catheter
tip during pullback, creating vessel spasm to block forward flow and concentrate
the targeted infusion of liquid sclerosant.

L’unica infiltrazione di una piccolissima dose di anestetico locale viene eseguita solo nel punto di introduzione del catetere: il trattamento è pressoché indolore, l’unica sensazione avvertita sarà una sorta di “vibrazione” durante la retrazione del catetere.
Al termine dell’intervento, senza incisioni né cicatrici, si può ritornare immediatamente alle proprie attività: l’unica prescrizione sarà quella di camminare per almeno 15-20 minuti appena finita la procedura, e di indossare una calza elastica di 2^ classe di compressione per 15-20 giorni.

Riassumendo:
la nuova metodica MOCA (mechano-chemical ablation) per la vena Grande e Piccola Safena con ClariVein® è un trattamento ablativo endovascolare che, non facendo uso di sorgenti di calore (Laser, RF), non necessita di anestesia locale tumescente; non vi sono possibilità di danno termico né alla cute, né ai tessuti sottocutanei, né a strutture nervose; al termine del trattamento si torna immediatamente alle proprie normali attività (casa, ufficio, negozio, …).
I vantaggi di Clarivein® rispetto alle attuali tecniche termoablative sono i seguenti:

  • No dolore, né bruciore
  • No rischi di danno termico cutaneo o sottocutaneo
  • No rischio di danno a strutture nervose
  • No necessità di anestesia tumescente
  • Immediata ripresa delle proprie attività
  • Sicurezza ed efficacia

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