Vi sono una grande quantità di preconcetti e di convinzioni non corrette in tema di trattamento, medico o chirurgico, dei problemi venosi degli arti inferiori.
Le teleangectasie, così come le varici vere e proprie, rappresentano una condizione patologica della circolazione venosa degli arti inferiori con implicazioni funzionali ed anche estetiche di notevole rilievo.
Le teleangectasie infatti, anche in assenza di vene varicose evidenti, rappresentano una frequente e misconosciuta causa di dolore localizzato agli arti inferiori (dato derivante dall”analisi della letteratura scientifica sull”argomento).
L”errore di ritenerle “solo” un problema estetico, da considerare quindi con sufficienza (questo soprattutto da parte di alcuni medici di base), deve essere concettualmente superato: esse rappresentano il segnale di una alterazione funzionale del circolo venoso superficiale degli arti inferiori che può preludere, per molteplici ragioni, alla comparsa di alterazioni organiche più importanti.
Nelle loro fasi iniziali, soprattutto se isolate e con disposizione in particolari sedi delle gambe, esse possono essere considerate come un problema di tipo estetico, degno quindi di essere trattato con tale finalità. La scleroterapia è tutt”oggi, senza ombra di dubbio, come confermato dai risultati di numerosi studi internazionali, la terapia di elezione per il trattamento delle teleangectasie.
Torniamo tuttavia allo spunto ispiratore di questo breve articolo: esiste una stagione “migliore” per curare i disturbi venosi?
Ci sono dei luoghi comuni, sulla bocca di tutti (o comunque di tanti), che devono essere sfatati.
Non ci sono stagioni migliori e stagioni peggiori. Ciò che conta è la temperatura alla quale esponiamo le nostre gambe: il caldo provoca una dilatazione dei vasi superficiali con conseguente minor risposta alla terapia sclerosante o con una intolleranza all”elastocompressione, necessaria in corso di scleroterapia su vene di grosse dimensioni o dopo un intervento chirurgico sulle varici.
Non è tuttavia soltanto il sole dell”estate a provocare tutto questo: nei mesi freddi il riscaldamento delle case, degli uffici o comunque del posto di lavoro può sortire lo stesso effetto di una esposizione al calore del sole. L”unica differenza è che non c”è l”esigenza dell”abbronzatura.
La stagione estiva, infatti, non rappresenta di per sé una controindicazione alla messa in atto di trattamenti terapeutici rivolti ai problemi venosi degli arti: è sufficiente evitare l”esposizione diretta ai raggi solari, seguendo comunque le eventuali prescrizioni in tema di trattamento elastocompressivo.
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