Facendo seguito alle numerose richieste da parte degli Utenti di www.flebologia.it, sempre più interessati allo sviluppo di argomenti dedicati a problematiche estetiche in generale, proseguiamo con la presentazione di tecniche di ringiovanimento soft, in grado di spaziare dal viso al seno, al gluteo e, naturalmente, alle gambe.
È stata presentata per la prima volta in Italia una nuova tecnica per il ringiovanimento del volto e per il trattamento delle patologie estetiche del seno, del gluteo e soprattutto delle gambe.
Approvata e garantita dalla severa agenzia americana di controllo FDA (Food and Drugs Administration), che ha richiesto anche una preparazione e super addestramento dei chirurgi che la effettueranno, la rivoluzionaria metodica si avvale di particolari e sottilissimi fili di sutura biocompatibili e altamente sperimentati che si inseriscono nelle aree da trattare senza alcuna incisione e in anestesia locale. È indicata nelle varie forme di cedimento dei tessuti del volto e del collo.

Il professor Pier Antonio Bacci, Direttore del Centro di Documentazione in Flebologia e Patologie Estetiche di Arezzo, che sarà anche il primo Centro di Eccellenza in Italia per la nuova metodica ci spiega di che si tratta.
“L’innovativa metodica, che si avvale di sottilissimi fili chirurgici con piccole spine unidirezionali a spiga di grano e di mini aghi, si effettua in anestesia locale e in regime ambulatoriale. I fili vengono inseriti sotto la pelle riposizionando i tessuti e risollevando le aree cedute.
È certamente un approccio soft, senza traumi e che permette di ridurre i segni dell’invecchiamento, in tutta sicurezza. Per la correzione dei segni dell’ invecchiamento del volto si introducono 8-10 piccolissimi fili che sollevano zigomi, sopracciglia, guance e collo.
Grazie al tipo di spina presente nei fili, è possibile eseguire una trazione sugli stessi, sollevando così in un solo tempo e senza scollamento cute, sottocute e muscolo, riposizionando i tessuti nella forma e sede voluta e fissando i fili con un piccolo nodo o con una speciale clips.
La metodica, che è stata perfezionata ed approvata nella sua esecuzione, risulta non dolorosa ed non cruenta. I risultati sono immediati e si consolidano in 30-40 giorni, che è il tempo necessario al collagene ed ai tessuti per recuperare la sua migliore struttura e posizione.
In questo periodo i fili creano, da un lato, una fibrosi controllata nei tessuti che favorisce la retrazione tessutale ed un riposizionamento naturale, dall’altro, favoriscono una rigenerazione del collagene ed una tonificazione degli stessi. In sintesi un ringiovanimento sia dell’aspetto che della struttura.
I fili sostengono i tessuti per lungo tempo ma i tessuti vanno sempre incontro ad un naturale processo di invecchiamento per cui oggi si associa un protocollo sperimentato ed approvato per mantenerne i risultati o migliorare la struttura tessutale.
Si tratta di metodologie non chirurgiche che utilizzano soltanto tecniche mediche o fisiche senza aghi.”
Il prof. Pier Antonio Bacci precisa però come si aprano altri grandi spazi alla chirurgia estetica soft.Infatti il passare degli anni provoca sia una discesa del tessuto sia un suo assottigliamento a causa della perdita di acqua e grasso.
Così il volto si affina, il seno si svuota e i glutei non sono più tonici e sodi. Riempiendo le zone svuotate si ottiene un miglioramento dei volumi che, associato all’uso dei fili, permettono di ottenere anche dei contorni più definiti.
L’associazione di nuovi differenti fili chirurgici, riassorbibili o non riassorbibili, a nuovi fillers riempitivi a base di acido ialuronico e /o al lipofilling cellulare stabilizzato permette non solo di correggere i cedimenti cutanei, ma anche e soprattutto di rallentare il cedimento dei tessuti.
Questa è la grande novità che si apre all’orizzonte in questo protocollo di trattamento dei segni di invecchiamento, in quella strategia che va sotto il titolo di T3 – soft face lifting ( T3= Traction Threads Treatment) dove i fili spinati non sempre devono correggere ma spesso possono invece prevenire.
Alcuni anni fa si effettuavano interventi aggressivi, si asportavano tessuti, si modificava il corpo, ottenendo sì risultati ma anche molte cicatrici, talvolta assieme a volti senza mimica e statici.
Le tecniche oggi si sono affinate e l’obbiettivo è quello di ottenere buoni risultati con piccoli ritocchi, operazioni più piccole, magari da ripetere a distanza di tempo.
Questo è tuttavia possibile solo in casi selezionati: le nuove tecniche non sostituiscono la chirurgia tradizionale , ma si le affiancano offrendo, nelle maggior parte dei casi, nuove alternative meno cruente.
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