Se sei affetto/a da problemi derivanti da vene varicose o teleangectasie (i cosiddetti capillari), non devi sentirti solo/a.

Ci sono milioni di persone in Italia che soffrono a causa di disturbi della circolazione venosa.

Mentre alcuni richiedono un trattamento ai fini di un miglioramento estetico, molti altri si rivolgono allo specialista a causa della sintomatologia che li affligge.
Quale che sia la categoria alla quale appartieni, è comunque possibile ottenere un aiuto.

Qui troverai utili informazioni per quanto riguarda la diagnosi ed il trattamento delle varici e delle teleangectasie, dedicando particolare attenzione alle recenti novità su questi temi.

Cosa sono le vene varicose?
Mentre le arterie veicolano il sangue dal cuore alle estremità, le vene, grazie alla presenza di valvole unidirezionali, lo riconvogliano verso il cuore. Se queste valvole non funzionano bene, il sangue non scorre in maniera efficace. Le vene, congestionate dal sangue, cominciano a dilatarsi: tali vene dilatate vengono comunemente chiamate teleangectasie oppure varici.

Le teleangectasie (o capillari) sono piccolissime vene di colore rosso, blu o viola localizzate negli strati cutanei più superficiali.

Le varici sono dilatazioni venose di maggiori dimensioni situate a maggior profondità rispetto alle teleangectasie.

Il dolore alle gambe è frequentemente correlato con queste anomalie venose. I sintomi, spesso peggiorati dalla stazione eretta prolungata, includono sensazione di stanchezza, peso, bruciore, prurito, crampi oltre alle cosiddette “gambe senza riposo”. Può inoltre verificarsi gonfiore, localizzato alle caviglie o esteso alle gambe.

Nei casi più avanzati possono comparire alterazioni cutanee rappresentate da eczema con infiammazione dei tessuti sottocutanei fino alla comparsa di ulcere, localizzate per lo più nei distretti inferiori delle gambe.

Le alterazioni venose non sono sempre visibili ad occhio nudo: le tecniche diagnostiche sono di importanza fondamentale per chiarire la causa e la serietà del problema.

E’ pertanto indispensabile associare all’esame fisico indagini strumentali non invasive, quali l’uso di ultrasuoni (doppler ed ecocolordoppler ) e la pletismografia.

Da cosa sono causate le vene varicose?
La familiarità è il principale fattore predisponente per lo sviluppo di teleangectasie e varici degli arti inferiori.

Il sesso femminile è colpito in modo preponderante rispetto a quello maschile. Alterazioni ormonali quali quelle che si verificano durante la pubertà, in corso di gravidanza, in menopausa, con l’uso di pillola anticoncezionale o comunque di farmaci contenenti estrogeni o progesterone rappresentano fattori scatenanti l’insorgenza di disordini della circolazione venosa degli arti inferiori.
E’ di comune osservazione la comparsa di varici durante il primo trimestre di gravidanza.

La gravidanza infatti comporta incremento dei livelli ormonali nel sangue ed incremento del volume di sangue circolante il quale, di conseguenza, determina dilatazione venosa. Inoltre, l’aumento di volume dell’utero provoca un incremento di pressione sulle vene.

Le varici gravidiche spesso migliorano nei primi tre mesi dopo il parto: tuttavia, in caso di successive gravidanze, la loro ricomparsa assume carattere definitivo.

Altri fattori predisponenti sono rappresentati dall’età, da un’attività lavorativa comportante prolungata stazione eretta, dall’obesità e dai traumi agli arti inferiori.