Teleangectasie
Moltissime persone sono affette dal fastidioso problema delle teleangectasie degli arti inferiori, problema non solo estetico, in quanto spesso sono l’espressione più superficiale e facilmente visibile di una alterazione funzionale del sistema circolatorio venoso periferico.
La loro localizzazione prevalente è sulla faccia laterale della coscia ed a livello del ginocchio, sulla superficie interna ed in sede posteriore, in corrispondenza del cavo popliteo.

Il sesso femminile risulta per così dire privilegiato da questa forma di patologa rispetto a quello maschile, con un rapporto di 3:1 – 4:1.
La comparsa delle teleangectasie è legata a vari fattori: il più importante è rappresentato dalla predisposizione costituzionale, nei confronti della quale non può essere messa in atto alcuna forma di vera prevenzione.
Ci sono poi una serie di altre cause che favoriscono il loro sviluppo:
- il numero di gravidanze
- l’uso della pillola anticoncezionale
- l”avanzare dell’età,
- il soprappeso,
- un’attività lavorativa sedentaria o comportante lunghe ore di stazionamento in piedi,
- la mancanza di esercizio fisico.
Le teleangectasie, pur essendo parte integrante della rete venosa degli arti inferiori, non sono tuttavia determinanti per quanto riguarda la funzionalità di tale rete venosa: anche in caso di varici conclamate, infatti, la funzione circolatoria venosa (il cosiddetto “ritorno venoso”) è garantita.
Esse possono comunque essere la spia di una alterazione venosa più importante: ecco dunque la necessità, prima di sottoporsi ad un trattamento per la loro eliminazione, di una accurata visita da parte dello specialista al fine di escludere, o confermare, la presenza di problemi venosi più seri, ai quali dare pertanto la precedenza.

Sebbene spesso le teleangectasie risultino del tutto asintomatiche, molte volte esse sono invece alla base dell’insorgenza di una serie di disturbi lievi, ma fastidiosi, quali:
- sensazione di senso di peso
- stanchezza
- tensione ed anche dolore agli arti inferiori
diventando così un vero problema per molte persone. L’elemento estetico non è quindi l’unica ragione, la cui importanza non deve peraltro essere trascurata o snobbata, per la quale moltissime donne, di ogni età, decidono di sottoporsi ad un trattamento per l”eliminazione dei “capillari”.
E’ la donna che decide quanta importanza abbiano delle belle gambe per il proprio benessere. Come si è detto, la comparsa delle teleangectasie non può essere efficacemente prevenuta e, una volta presenti, queste non possono scomparire spontaneamente.
Questo non significa però doversi rassegnare davanti a tale situazione: le teleangectasie possono essere trattate con successoIl trattamento più attuato nel mondo, il più provato ed efficace è rappresentato tuttora dalla scleroterapia.
Si tratta di una terapia strettamente ambulatoriale nel corso della quale si inietta nei “capillari” un liquido (a volte in forma di schiuma) in grado di farli “chiudere”, portandoli alla loro scomparsa, o comunque alla loro riduzione, come dimensione e come numero, mediante processi di riassorbimento tissutale.
Il liquido sclerosante (ne esistono di diversi tipi, con diverse concentrazioni: dovrà essere lo specialista ad effettuare la scelta più opportuna) viene iniettato in più sedi per ciascuna seduta, utilizzando un ago sottilissimo, pressoché indolore.
Vengono quindi posizionati piccoli tamponi di cotone fissati con un cerotto e sopra questi può essere applicato un bendaggio oppure si può indossare una calza elastica (ogni specialista può avere una tecnica personale).

Per una buona riuscita del trattamento sclerosante è indispensabile un’attiva collaborazione da parte della paziente, che dovrà impegnarsi a rispettare alcune prescrizioni: evitare l’esposizione a forti sorgenti di calore (sauna o bagni di sole) nelle prime settimane, e attendere che trascorra il tempo necessario perché l’efficacia di tale terapia si dimostri appieno, cioè da 2 a 5-6 mesi.
Non vi sono limitazioni per quanto riguarda le normali attività quotidiane, compresa l’attività sportiva.
Couperose
Rossore localizzato su zigomi e guance, calore, formicolio o prurito persistenti? Sei donne su dieci accusano questi sintomi.
La causa è la couperose, una dilatazione dei capillari e delle venule delle guance e del naso che tende ad accentuarsi soprattutto dopo i pasti oppure dopo le esposizioni al caldo o al freddo. Tutti i tipi di pelle possono essere colpiti ed a qualsiasi età.

Come e perchè si manifesta?
Il termine “couperose” viene utilizzato per indicare una condizione di arrossamento intenso e cronico delle guance e/o delle ali del naso, con presenza di sottili vasellini rossi o bluastri, ben evidenti: spesso assume una tipica disposizione, detta “ad ali di farfalla”.
Nonostante si tratti inizialmente di un problema estetico, è bene non sottovalutarlo: in taluni casi, infatti, la couperose può evolvere in una dermatosi (rosacea).
La couperose può essere considerata l’evoluzione di uno stato ripetuto di infiammazione della pelle, in seguito ad uno stimolo esterno o interno che può trasformarsi in una condizione stabile e cronica.
I capillari presenti nel derma, a causa della persistente congestione della pelle e della progressiva perdita di elasticità dei tessuti, possono dilatarsi in modo permanente e diventare visibili e irregolari.
La couperose è abbastanza frequente nelle donne, soprattutto oltre i trent’anni, e si sviluppa prevalentemente su pelli secche, sottili, facilmente irritabili, ed in soggetti predisposti alla fragilità capillare.

Le cause della sua insorgenza sono complesse, ma possono essere riportate ad uno stato di fragilità capillare, costituzionale o acquisita.
Su questa condizione di base influiscono poi svariati fattori: emozionali, neurovegetativi, ormonali, allergici, ambientali, climatici.
La pelle del viso, oltre ad essere molto sensibile, è anche la parte più esposta alle aggressioni degli agenti atmosferici: le brusche variazioni di temperatura, le radiazioni solari, il vento, l’umidità, quando eccessivi, possono innescare il processo che porta alla couperose; questo è il motivo per cui è di frequente riscontro nelle persone che per motivi di lavoro trascorrono molto tempo all”aria aperta (contadini, marinai, sportivi, ecc.) o che sono esposte all”azione prolungata di temperature elevate.
I rimedi
Alcuni provvedimenti generali di comportamento possono aiutare a prevenire la comparsa o l’evoluzione della couperose: adottare uno stile di vita sano e regolato, seguire un’alimentazione corretta e appropriata, evitando cibi e bevande che possano peggiorare la situazione (es. alcolici, caffè, ecc.), integrando la dieta con cibi ricchi di vitamina C e P che hanno attività capillaroprotettrice; è opportuno inoltre non utilizzare cosmetici troppo aggressivi e irritanti per la pelle e proteggere la pelle da stimoli dannosi provenienti dall”esterno (raggi UV, freddo, calore, fumo, ecc.).

A differenza dei capillari che compaiono sulle gambe, la maggior parte di quelli del viso non sono alimentati dal circolo venoso, ma prevalentemente da quello arteriolare: per questa ragione essi appaiono generalmente più rossi e molto sottili.
Il metodo elettrocoagulativo mediante diatermocoagulazione computerizzata rappresenta senz’altro il trattamento di scelta per la loro eliminazione.
Dopo aver anestetizzato localmente le sedi da trattare mediante una pomata anestetica da applicare circa un’ora prima, i capillari vengono coagulati in tutto il loro decorso mediante un sottilissimo ago collegato, attraverso un manipolo, ad un apparecchio che emette scariche elettriche di potenza e durata preimpostate, tali da distruggere i vasellini.
Al termine del trattamento la cute verrà protetta con una crema emolliente ed antinfiammatoria: compariranno successivamente microscopiche crosticine che cadranno nel giro di poche giorni senza lasciare alcun segno.
Il trattamento, ambulatoriale, della durata di circa 20 minuti, prevede solitamente due-tre sedute ad intervalli di circa due-tre settimane l’una dall’altra.
I trattamenti cosmetici
Una pelle affetta da couperose è al contempo una pelle delicata e fragile: per questo motivo necessita di trattamenti cosmetici specifici per pelli sensibili.
E’ tuttavia opportuno sottolineare che la couperose non potrà mai essere eliminata completamente, nè definitivamente con trattamenti cosmetici, la cui funzione è comunque quella di cercare di evitarne il peggioramento.
I principi attivi che vengono impiegati nei cosmetici rivolti a tale condizione sono numerosi: fra questi i più utilizzati sono il bisabololo e l’azulene, ricavati dalla camomilla, gli estratti di calendula e di malva e l”acido glicirretico.
Si tratta di sostanze con proprietà decongestionanti, lenitive e antiarrossamento. Inoltre i cosmetici contengono in genere filtri UV di protezione dalle aggressioni quotidiane dei raggi solari.




