Un amico chirurgo mi disse: “Ci sono quattro affermazioni che possono essere fatte sulle ulcere venose delle gambe senza paura di essere contraddetti:

  • sono comuni
  • la loro cura è lunga e tediosa
  • non mettono in pericolo la vita del paziente
  • molti chirurghi vorrebbero che qualcun altro se ne occupasse.ulcere venose

Un’ulcera è una soluzione di continuo, cioè una perdita di tessuto sulla superficie di un epitelio o di un organo: al di sotto di un”ulcera vi è un tessuto morto o infiammato, spesso infetto per sovrapposizione batterica.

Le cause di un’ulcera degli arti inferiori possono essere molte: venose, ischemiche, miste, dermatitiche, reumatoidi, ipertensive, diabetiche, traumatiche, tropicali, osteomielitiche, maligne, e da altre cause ancora.

Occupiamoci però di quelle venose, che possono essere di origine varicosa o postflebitica.Tali forme patologiche sono legate ad una sofferenza cutanea determinata da un eccesso di spinta pressoria da parte dell”apparato circolatorio.

La loro sede più frequente è sopra o perimalleolare. Esistono varie teorie per tentare di spiegare il meccanismo di formazione dell”ulcera: il comune denominatore di tutte queste ipotesi è l’ipertensione venosa, e ogni tentativo terapeutico deve mirare a contrastarla.

I principi terapeutici fondamentali prevedono un momento medico di elastocompressione, durante la fase di cicatrizzazione, ed un momento chirurgico come terapia definitiva.

Questi principi, ribadisco fondamentali, si applicano indifferentemente dalla natura dell’ulcera.

Il processo di guarigione è una funzione svolta dai tessuti del paziente: il ruolo del medico è quello di contrastare quei fattori che prevengono la guarigione spontanea, cioè cura delle infezioni e delle eventuali malattie causali o concomitanti.

Per le medicazioni si possono usare soluzione salina, acqua sterile o addirittura acqua corrente. Antibiotici possono essere usati per via generale, non locale (rischio di allergie o comunque di sensibilizzazioni cutanee); polveri solo per aiutare a rimuovere piccole escare (croste); garze di cotone assorbente per le fasciature.

In conclusione, la guarigione a lungo termine e la prevenzione delle recidive dipendono da una diagnosi accurata e dalla correzione delle anomalie vascolari che sono alla base della loro origine.